L’ ABC della MEDIAZIONE: perché prevenire una lite è meglio che curarla

“Gli italiani perdono le partite come fossero guerre e le guerre come fossero partite.”

W. Churchill

 

Oggi voglio parlarti di m e d i a z i o n e.

Perché?

Perché diversamente da quello che ti hanno messo in testa i telefilm ed i modelli sociali, un buon avvocato, non sprona la lite ma la previene e la evita scegliendo soprattutto metodi alternativi di tutela del cliente e di contenimento dei costi.

Come fare per capire quando è il caso di aggiungere un posto a tavola?

Effettuando quella che in gergo si chiama V A L U T A Z I O N E D E L R I S C H I O.

Parti dal presupposto che non è una gara contro te stesso, non devi accumulare cause vinte ma tutelare gli interessi del tuo cliente. E riuscire a portare la controparte a tavolino per trovare una via alternativa alla risoluzione della lite in tempi brevi vale più di mille udienze vinte.

Mediare significa cercare a “mezza via “un accordo che renda possibile la composizione di una controversia.

Lo so, abbiamo ereditato dai nostri antenati latini un animo fortemente difensivo. Quando si parla di diritti individuali ed interessi, siamo pronti a calare l’elmetto ed attraversa l’arena, soprattutto quando i disturbatori sono i nostri vicini di casa, i nostri debitori o i nostri clienti. Se non si trovano accordi di mediazione l’unica via rimane la causa in Tribunale.

La legge stessa ci impone di ricorrere a questo strumento importantissimo quando alle questioni che ci preoccupano possiamo dare una soluzione rapida e intelligente, ovvero quelle in tema di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari” (art. 5, co. 1 e co. 1-bis, D.Lgs. 28/2010).

Peccato che, obblighi di legge a parte, questo importantissimo strumento venga spesso visto come l’eccezione più che la regola.

Come funzione una mediazione?

Si arriva a soluzione attraverso l’intervento di un terzo detto mediatore, che ha funzioni di “giudice” terzo e imparziale che cerca di comporre il disaccordo tra le parti basandosi sull’equità.

In pratica nella mediazione si applicano tecniche negoziali e di accordo ragionato che permettono alle parti di raggiungere soddisfacimento dei loro interessi trovando una giusta via che faccia risparmiare tempo e denaro.

Si può ottenere una mediazione in 3 modi:

  • 1.PREVEDENDOLA COME CLAUSOLA CONTRATTUALE

È una vera e propria clausola, con la quale le parti si impegnano, nel caso di controversie, a un tentativo di mediazione prima di ricorrere ad azioni legali. In questo caso il tentativo diventa obbligatorio.

  • 2.ATTRAVERSO UN PROVVEDIMENTO DELLO STESSO GIUDICE

Sono i giudici che possono, durante il giudizio ordinario in Tribunale, inviare con ordinanza le parti presso un organismo di mediazione ogni volta valutino sia possibile affrontare questo tentativo.

  • 3.ATTRAVERSO UNA SCELTA VOLONTARIA DELLE PARTI

Si aderisce a questa via nel caso in cui per motivi di velocità ed economia del giudizio si voglia evitare di proseguire per le ordinarie vie legali.

Quali sono i vantaggi della mediazione?

Innanzitutto, è una procedura rapida ed economica.

Dura al massimo 4 mesi, con tariffe stabilite dal Ministero della Giustizia in maniera equa e conveniente. Il primo incontro di mediazione è gratuito: non si versa alcun compenso all’Organismo di Mediazione o al mediatore, ma solo le spese d’avvio stabilite dalla norma (40 euro per le liti di valore fino a 250.000 euro, 80 per quelle di valore superiore).

Il procedimento è riservato.

Quello che viene detto in mediazione non può essere usato nel successivo giudizio, e nessuna delle parti del giudizio può divulgare il contenuto dell’incontro. La Legge stabilisce addirittura che il mediatore non possa neppure essere chiamato dal Giudice a testimoniare sulla controversia.

Il mediatore è un professionista terzo, imparziale e indipendente, nominato dal responsabile dell’Organismo di Mediazione per la sua competenza.

Non giudica le parti ma le aiuta a risolvere il conflitto riportando il litigio su un piano razionale e di rispetto.

Facciamo un esempio pratico che ti aiuterà a capire.

Il sig. Rossi, creditore del Sig. Verdi, da tempo ormai non ottiene soddisfazione del suo credito. Come può chiamare in mediazione la sua controparte? Non deve far altro che contattare telefonicamente o via internet uno dei tanti organismi di mediazione il quale, tramite la propria segreteria, fornirà l’assistenza necessaria per la compilazione della modulistica richiesta.

Si tratta di un semplice modulo dove occorre indicare le proprie generalità e quelle della controparte, la descrizione della controversia e le richieste concrete di chi intende avviare il procedimento.

Tale modulistica costituisce l’avvio vero e proprio del procedimento di mediazione.

Una volta completata tale fase, la segreteria contatterà il Sig. Verdi, il quale riceverà una lettera di convocazione in mediazione, contenente tutti gli estremi della controversia ed una possibile data per la quale è fissato il primo incontro.

L’ incontro avviene nella sede dell’organismo di mediazione prescelto da chi ha avviato il procedimento.

La fase iniziale prevede che il mediatore accolga le parti ricordando il suo ruolo di terzo imparziale e di guida per la risoluzione della controversia. I soggetti verranno posti sullo stesso piano e avranno il medesimo tempo per esporre le proprie ragioni, cominciando, per convenzione, dalla parte attrice. Verrà ricordato che il mediatore è legato all’obbligo di riservatezza, ragion per cui tutto ciò che emergerà dalla discussione rimarrà a conoscenza esclusiva delle parti e del mediatore stesso.

Il mediatore, se lo ritiene necessario, può sentire a sessioni separate i contendenti. Non vi sono obblighi di legge per quanto riguarda la durata e la quantità degli incontri, vi è solo un obbligo di durata per l’intero procedimento, fissata in 4 mesi.

Per tale motivo, è possibile che il Sig. Rossi ed il sig. Verdi, supportati da un buon mediatore, giungano ad un accordo anche in un solo incontro.

Si giungerà così al momento culminante di tutto il procedimento, vale a dire la fase di conciliazione vera e propria. Quanto stabilito in sede conciliativa ha valore legale a tutti gli effetti.

Avrai capito che aderire alla Mediazione significa dimostrare di essere persone responsabili, avvedute, coscienziose e che cercano di trovare una soluzione ai problemi e ai conflitti prima di ricorrere alla consueta Giustizia coi suoi vizi e i suoi tempi diluiti.

E’ una valutazione che devi compiere a monte, insieme al cliente, e costituisce una delle fasi più importanti della gestione della controversia.

Buona mediazione!

 

Giovanna Panucci

Avvocato

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