FISCALITA’ E GIOVANI AVVOCATI: LINEE GUIDA -PARTE PRIMA-

“Dicono che l’amore sia più importante dei soldi: prova a pagare le bollette con un abbraccio”

Cit.

Domanda da un milione di dollari: ma quanto è dura la gavetta?

Non si tratta solo di procacciarsi i clienti, di mostrarsi all’altezza, di vincere le prime cause.

Chiunque si accinga ad intraprendere un’attività libero professionale, non può non porsi preliminarmente il problema di comprendere il regime fiscale che ne sta alla base, più che altro per optare sin dall’inizio soluzioni agevolate, ed evitare di commettere errori che lo facciano incorrere in gravose sanzioni amministrative.

Tutto molto semplice basta applicarsi, se non fosse che, come diceva sempre mio nonno, aiutati che Dio ti aiuta!

Nonostante la centralità e la delicatezza del tema non esistono guide o corsi che spieghino (per davvero!) passo per passo come muoversi.

PARTIAMO DALLE BASI

Quando si decide di intraprendere un’attività economica di tipo autonomo qual è il primo passo che si deve fare? Segnalare allo Stato l’inizio dell’attività per farsi dare un numero di Partita IVA.

Il numero di Partita Iva viene attribuito dall’Agenzia delle Entrate al momento della dichiarazione di inizio attività e resta invariato fino alla cessazione.

È il numero che dovrai indicare nelle dichiarazioni, nella home page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento (parcelle, ricevute, ecc.).

Ma a cosa serve esattamente?

Il numero di Partita Iva è fondamentale per adempiere ad una serie di adempimenti di natura fiscale, previdenziale e assistenziale. Tutti i titolari di Partita Iva hanno l’obbligo di effettuare i versamenti scali e previdenziali esclusivamente per via telematica, con il modello F24.

Puoi presentare la dichiarazione di inizio attività direttamente all’Agenzia delle Entrate (che, per inciso, si limiterà̀ ad attribuire la Partita Iva) sui modelli disponibili in formato elettronico e prelevabili gratuitamente dal sito Internet dell’Agenzia stessa. Le dichiarazioni possono essere presentate o trasmesse a mezzo servizio postale o in via telematica presso qualunque ufficio locale e territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

SE SEI ALL’INIZIO PUOI OPTARE PER I REGIMI MINIMI

A partire dal 1° gennaio 2008, è stato introdotto un nuovo regime scale agevolato per i contribuenti c.d. “minimi”, e pertanto, dal 2008, i neo professionisti passano automaticamente al nuovo regime fiscale, il quale garantisce una semplificazione e una riduzione degli adempimenti, diminuendo di molto i costi.

Requisito per accedervi: ricavi e compensi non superino le 30.000 euro annue.

A QUALI AGEVOLAZIONI HAI DIRITTO?

Fermo restando l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi:

  • sei esonerato dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;
  • sei esonerato dal versamento dell’Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto Iva, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e di certificazione dei corrispettivi.

Fai attenzione però, perché il regime dei contribuenti minimi cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di applicazione dello stesso.

Quindi fai bene i conti.

Prima di fare qualsiasi passo, utilizza il web per leggere ed informarti il più possibile sul tema. Non è tempo perso ma semmai un investimento per il tuo futuro. All’inizio ti sembrerà ostrogoto, col tempo familiarizzerai con i concetti base.

Abbi fede!!

SAI COS’E’ UNA FATTURA?

Una volta aperta partita IVA, dovrai effettuare una serie di obblighi formali, fra i quali rientra la fatturazione.

La fattura è un qualsiasi documento, redatto anche sotto forma di nota, conto o appunto ”parcella” (termine utilizzato spesso dagli avvocati) nel quale sono identificati i soggetti dell’operazione (soggetto che effettua il servizio: emittente, soggetto che beneficia del servizio, destinatario) ed altresì̀ l’oggetto della prestazione.

L’art. 21 del Decreto Iva ti dice quali sono gli elementi necessari da indicare sempre nella fattura, che deve essere emessa in due esemplari, il primo dovrai consegnarlo al destinatario, mentre il secondo ed il secondo rimane a te.

Essi sono:

  • data e numero progressivo;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, residenza o domicilio dei soggetti fra i quali è intercorsa l’operazione; se si tratta di persone fisiche, come per esempio un avvocato, (salvo il caso che eserciti come studio associato), puoi indicare esclusivamente il nome ed il cognome;
  • la tua partita iva e quella del destinatario;
  • oggetto della prestazione;
  • corrispettivo;
  • imposte e aliquote.

Per il momento inizia a prendere confidenza con questi concetti, nel prossimo articolo proveremo a produrre insieme passo per passo la tua prima fattura.

Ti renderai conto di quanto in realtà i limiti esistono solo nella nostra testa.

Giovanna Panucci

Avvocato

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