Ho deciso! Mi faccio il sito

“Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.”
Henry Ford

 

Durante un evento formativo sugli Atti smart  un professionista pose un interessante quesito:

Come dovrebbe essere il sito di un avvocato che vuole farsi conoscere sul web?

Domanda tutt’altro che scontata.

Come in ogni cosa, non esiste una formula giusta ma sicuramente si possono seguire una serie di accorgimenti per apparire interessanti alla community del web.

La prima, vera, domanda che bisogna farsi è: a che pubblico voglio rivolgermi?

Ovvero, quale genere di cliente voglio attrarre dal web? Imprenditori, società, piccole aziende, immigrati, diritti delle donne, enti?

Si potrebbe andare avanti ancora perché sono proprio queste le analisi che farebbe insieme a voi un buon web marketer o un digital strategist prima di fare qualsiasi attività di progettazione e grafica creativa.

Procediamo facendo un’ipotesi realistica, un esempio di un avvocato che cerca di promozionare la sua figura di familiarista con una predilezione per la tutela dei diritti legati alle persone.

Il pubblico di interesse sarà:

  • i privati;
  • le donne;
  • le famiglie;

Argomenti interessanti per quel tipo di pubblico potrebbero essere:

  • diritti dei coniugi;
  • diritti dei figli e dei minori
  • diritti di successione
  • diritti di tutela patrimoniale

Statisticamente l’utente medio utilizza la navigazione web da dispositivo mobile, quindi il sito dovrà essere progettato per questi dispositivi, non per chi ha davanti un monitor da 22 pollici acceso davanti al proprio naso per 8 ore al giorno.

Una volta definito il pubblico, gli argomenti e gli asset informatici d’arrivo, non resta che dedicarsi a rendere il sito interessante, stimolante, semplice ma comunque risolutivo di problematiche.

Quindi come procedo? Pago annunci, faccio inserzioni, apro un account su Linkedin?

La risposta è complessa perché’ dipende da quanto vuoi e puoi investire in una strategia promozionale, di quanto tempo ti sei dato per ottenere un primo risultato e di che struttura hai a disposizione per fare la giusta promozione del tuo studio sul web.

Un piccolo trucchetto che fa la differenza è l’acquisto dei pacchetti di annunci con conto a scalare di Google (google adwords), il cui valore standard per una prima attività promo è di circa 150 € al mese per circa 3 mesi, che ti permette di creare degli annunci di volta in volta più mirati al tuo pubblico su consulenza, separazioni, divorzio, sulla gestione patrimoniale e sulla tutela patrimoniale.

Se invece, non hai a disposizione un budget per l’acquisto di pacchetti di inserzioni con Google, il consiglio è quello di valutare di promozionarti in maniera stabile e organizzata con la pubblicazione di contenuti (articoli o commenti) sul tuo sito in un’area dedicata a pubblicazioni o blog, e di reindirizzarli su Linkedin per creare un canale di comunicazione fra il tuo sito ed il pubblico.

Ricordati che Google indicizza tutto.

Indicizza ciò che cerca il pubblico e indicizza i contenuti del tuo sito, lo fa anche in ambito social e se un utente cercasse “assegno di mantenimento separazione “ se hai scritto un breve articolo di commento su sentenze vertenti proprio su quella materia, verrai immediatamente catapultato tra i risultati che Google propone e con un po’ di fortuna avrai di certo avuto l’opportunità di farti conoscere a qualche nuovo cliente.

Passiamo agli aspetti grafici che il tuo sito non può non avere.

Se il sito ha come obbiettivo la visualizzazione su dispositivi mobili come tablet e telefoni, l’interfaccia dovrà essere semplice con immagini le cui dimensioni siano confacenti al format del dispositivo stesso.

Il consiglio è di scegliere immagini in formato portrait e non landscape (16:9), perché queste ultime avrebbero una visualizzazione non agevole sugli smartphone visti gli schermi con dimensione a 5 pollici .

Il menu del sito dovrà avere una consultazione sul lato destro dello schermo dal momento che la maggioranza degli utenti e destrimano e normalmente si naviga con il dispositivo e solo una mano.

Meglio optare per menu testuali sufficientemente grandi per essere leggibili anche con schermi non di bassa qualità.

Un’altra forma importante di affermazione per l’identità dello studio deve passare attraverso l’utilizzo di un logo, come spiegato in un precedente articolo , e di una sfumatura cromatica in linea con quella del logo stesso.

Non sottovalutare la presenza di un blog, possibilmente interattivo col pubblico, in maniera da poter avere anche un confronto con i tuoi possibili clienti.

Il blog ti permette di mantenere il sito vitale e sempre in movimento. Non a caso Google tende a ordinare i risultati delle ricerche in base al livello di interazione e di movimento sul sito. Un sito che non si muove e che non ha contenuti non è interessante.

L’unicità di contenuti deve essere immacolata, perché l’algoritmo pretende che i testi abbiano un valore autorale unico, anche nel pieno rispetto dei diritti di copyright.

Non dimenticare, infine, di attivare un account gratuito di Google Analitics per monitorare il pubblico web che visita il tuo sito e poter amministrare al meglio le opportune scelte da applicare al tuo sito.

Dulcis in fundo: la privacy.

Come ben sai  anche il sito ha la sua privacy policy. Analizza attentamente i trattamenti e proponi un’informativa che calzi a pennello per la tua piattaforma. E’ un’attività che aumenterà esponenzialmente la tua reputability.

Non è un lavoro facile che si esaurisce con due colpi di click, ma il web è un’opportunità che va sicuramente colta. Questo è certo.

 

Staff di Tutorat

in collaborazione con Nextpage

 

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