Quando studiavo legge ricordo i sogni ad occhi aperti fra i banchetti dell’Università di Bologna. I miei futuri colleghi e compagni di studio ambivano per la maggior parte alla carriera forense o a quella di magistratura, determinati a diventare i principi del Foro.

Io no, io volevo fare il Notaio.

Questa figura professionale mi ha sempre affascinato, probabilmente per la funzione che ricopre e l’aura di mistero che la avvolge.

Tant’è che oggi, dopo essere diventata avvocato, non ho perso di vista il mio obiettivo e sto preparando il concorso notarile.

Se avrai pazienza, ti spiegherò più avanti di cosa si tratta e quali sono gli step, burocratici e mentali, per tentare il concorso pubblico.

Quella del notaio è fra le professioni più ambite per uno studente di giurisprudenza.

Ammettilo: giudice e notariato sono le carriere che garantiscono un reddito più che adeguato a chi sceglie di studiare legge.

Eppure, moltissimi lamentano difficoltà di accesso al notariato e non manca chi palesa accuse di complotto e di massoneria per l’assegnazione della libera professione.

Ma al di là delle varie tesi complottistiche mosse a riguardo, la domanda sorge spontanea: come si fa per diventare notaio e soprattutto quanto guadagna un notaio oggi?

Alt! Prima di passare ai conti, cerchiamo di conoscere questa professione, spesso, ahimè, associata a denaro, burocrazia e scartoffie.

Lo sapevi che il termine corretto è notaro?

Lo so, sembra una storpiatura volgare in dialetto bergamasco. Ma notaro non è un dialettalismo comune, ma una parola che deriva dal latino notare, ovvero annotare/prendere nota. Infatti, nell’antica Roma notai erano definiti gli schiavi deputati alle mansioni di scrivano, nello specifico coloro che si occupavano dell’annotazione di appunti veloci richiesti dal padrone di turno.

Oggi il notaio attribuisce pubblica fede ed efficacia legale agli atti e ai documenti a lui sottoposti. Si parte dalla compravendita di beni immobili o mobili registrati, alla stesura dei testamenti, per giungere alla creazione delle società, alla cessione delle quote, insomma a tutto ciò che ha a che fare in qualche modo con il patrimonio. Tant’è che, in caso di controversia, l’atto del notaio è autentico fino a prova contraria e per denunciare il falso è necessario un procedimento ad hoc.

Insomma, mica ciuffoli!

E con grande onore possiamo, inoltre, dire che il notaio è una figura professionale tutta italiana, nata negli ultimi anni dell’impero romano. Ma è nel medioevo che questa figura inizia a delinearsi e a preparare le basi per quella che è tutt’ora considerata una delle figure più importanti a livello giuridico.

Sembra che il notaio non solo fosse segretario intimo dell’imperatore, ma avesse anche il compito di governare le provincie a lui assegnate. Si distinguevano due tipi di notaio all’epoca: quello rivestito di funzione pubblica (libripens) e quello specializzato nella redazione delle scritture private (tabellio).

Attualmente il notaio come pubblico ufficiale è una professione riconosciuta e tutelata in molti paesi del mondo. Ma non in tutti.

In effetti, il notaio come pubblico ufficiale è una professione riconosciuta solo in 87 Paesi nel mondo (America Latina, Centro America, parte dell’Africa occidentale, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Albania, Croazia, Romania, Russia, Cina, Giappone). In Europa, poi, il notaio è presente in 22 delle 28 nazioni e ricopre con il proprio lavoro circa il 60% della popolazione.  E sono molti i Paesi che richiedono spesso l’aiuto di notai italiani per la tutela del mercato immobiliare. Basti pensare ai tre notai italiani chiamati alla Casa Bianca per collaborare con l’FBI nelle frodi immobiliari

(Chibbaro, Morandi e Bechini). Se gli USA ci invidiano i nostri notai ci sarà un perché!

Capire quali sono i principali compiti di un notaio ti aiuterà ad accettare meglio il fatto che un notaio guadagni molto più di un avvocato, tanto da non aver bisogno di lasciare la professione per dedicarsi ad un lavoro pubblico.

Non a caso molti avvocati sono propensi a partecipare a concorsi per la magistratura ordinaria ed onoraria, pur di sbarcare il lunario e ottenere un guadagno fisso a fine mese.

Ma come accedere a questa nobile professione?

Innanzitutto, per assumere la veste di pubblico ufficiale è necessario superare un concorso bandito dal Ministero della Giustizia.

Il concorso viene emanato ogni anno ed il numero dei posti disponibili è molto ristretto rispetto ai praticanti.

Le tappe obbligatorie sono tre, quindi:

  1. laurea magistrale in Giurisprudenza,
  2. tirocinio di 18 mesi presso uno studio notarile,
  3. superamento del relativo concorso bandito dal Ministero della Giustizia.

Il tirocinio può essere intrapreso anche l’ultimo anno di università anticipando il periodo di sei mesi, ma per conteggiare il periodo è necessario iscriversi nel registro dei praticanti presso il Consiglio Notarile Distrettuale.

Ogni due mesi il praticante consegnerà al Consiglio distrettuale un certificato redatto dal proprio notaio che attesterà l’effettiva partecipazione al tirocinio. Dopo di ché sarà possibile partecipare al concorso.

Attenzione però, al concorso notarile si può partecipare per un massimo di cinque volte con un limite di età pari a 50 anni.

Dura lex sed lex.

Il concorso si divide in un esame scritto ed un orale da eseguire dinnanzi ad una commissione formata da magistrati cassazionisti, magistrati delle Corti d’Appello, professori universitari e notai.

La prova scritta verte sulla stesura di atti notarili, quella orale riguarda materie di diritto civile, dell’ordinamento notarile e delle imposte indirette.

Detto così il concorso sembrerebbe facile, se non fosse che, in media, un notaio diventa tale dopo aver partecipato tentato almeno tre volte il concorso.

Ed ora arriviamo al nocciolo della questione: quanto guadagna un notaio in Italia? 

Domanda da un milione di dollari. Essendo una libera professione, il reddito medio varia a seconda di alcuni fattori. Secondo le ultime stime, il guadagno di un notaio oscilla fra i 60 mila ed i 200 mila euro annui, il che significa che lo stipendio medio di un mese parte dai 5 mila fino a raggiungere anche i 30 mila euro. E si tratta di cifre lorde.

Da cosa dipende questa differenza?

Ovviamente in primis dall’andamento dei mercati, quindi dalla mole di lavoro che spetta al notaio. Se imperversa una crisi immobiliare e le compravendite sono ridotte al minimo, il notaio guadagnerà poco o nulla dal comparto degli immobili: a ridotto numero di vendite corrisponderanno meno entrate per il professionista.

Discorso a parte merita il numero di clienti e l’ubicazione dello studio professionale. Si stima che i notai più pagati sono quelli con sede nelle città metropolitane, in prevalenza al Nord Italia.

Come se non bastasse una certa influenza potrebbero averla fattori esterni, come la rinomanza dello studio (un accenno agli studi passati di generazione in generazione) e la fiducia di cui gode il professionista (magari fra gli agenti immobiliari).

Un discorso a parte va fatto per i costi. Sarebbe più corretto parlare di tariffe ed onorari, determinati in base al valore del bene oggetto dell’atto. Esistono delle Tariffe Notarili Minime, una sorta di livello al di sotto del quale nessun notaio è disposto a scendere, pena un guadagno in perdita e tutte le spese sostenute dal professionista.

L’onorario viene calcolato in percentuale ed il coefficiente aumenta all’aumentare del valore del bene oggetto dell’atto. Non è possibile stabilire in definitiva i limiti minimi dei tariffari, essendo questi aggiornati in base all’andamento del mercato ed all’area geografica di riferimento.

Certo è che la concorrenza è agguerrita e gran parte dei professionisti giocano al ribasso, sfiorando il livello minimo.

Ma a determinare la rinomanza di un notaio non è di certo lo sconto finale! Chi va da un notaio per la stipula di un qualsiasi atto spesso crede di pagare un compenso altissimo presumendo che tutto l’importo sarà intascato dal professionista.

Ora dovresti avere un quadro più delineato in mente di cosa significhi diventare notaio.

Se vuoi intraprendere questo percorso parti dal presupposto che sarà dura. Non lo dico per scoraggiarti, ma per farti aprire gli occhi. La tenacia, come in molte (parecchie) cose è la chiave di volta. Coltivala e potrai raggiungere qualsiasi obiettivo.

 

In bocca al lupo!

Giovanna Panucci

Avvocato

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