Il Manifesto

E’ abbastanza ovvio. Ognuno di noi combatte per raggiungere un obiettivo, che sia un sogno nel cassetto o una rivincita, abbiamo a che fare ogni giorno con tante piccole sfide. Se vi dicessi che per vincerle basta seguire la via del giurista?

“Non può essere sconfitto chi continua a combattere.” 

Napoleon Hill.

Lo sapevi che appena estratto, il ferro presenta numerose impurità che lo rendono fragile. Solo attraverso la forgiatura esso diviene acciaio indistruttibile. Come il ferro, il giovane giurista è indebolito dalle paure e dalle intimidazioni, e solo le battaglie che decide di combattere ogni giorno possono forgiarlo e trasformarlo in un buon avvocato.

Questo è Tutorat.it e l’articolo di oggi è la tua dose settimanale di motivazione. Scegli: puoi, far finta di niente, continuando a piangerti addosso e convincerti che forse il foro non è la tua strada oppure puoi alzarti ed intraprendere la via del giurista.

Il giurista moderno 

Ogni epoca ha avuto i suoi giuristi: gli Ateniesi nell’antica Grecia, i Romani nella maestosa Roma, i Saggi nel Giappone imperiale. Niente di nuovo insomma, la figura del giurista è da sempre presente nella storia e nella cultura dell’uomo.

Liti, denaro, burocrazia: i media moderni ci hanno insegnato ad associare la figura del giurista a queste immagini negative. Inutile negarlo, la ricerca della fama e del quattrino sono insiti nel DNA di questo archetipo, ma col tempo (e con l’esperienza) ho imparato a fare leva su ben altre qualità. Non sarà dunque un abito firmato o un portafoglio ricco a far di te un vero avvocato. Se vuoi percorrere la via del giurista devi tenere a mente tre principi fondamentali.

Principio n°1: Affronta il tuo nemico 

“Molti nemici, molto onore.” 

Giulio Cesare. 

Nel 52 a.C., nel corso della battaglia di Alesia, Giulio Cesare si trovò ad affrontare, con le sue 10 legioni, gli 80.000 Galli guidati da Vercingetorige. Fu proprio nell’ambito di questa storica battaglia che gli fu attribuita la famosa frase “Molti nemici, molto onore”. Queste parole vengono spesso travisate: la verità è che non c’è onore nell’essere odiati (o invidiati) da molti, l’onore risiede nella capacità di non voltare le spalle al nemico, nemmeno quando questo ci supera in numero o ci pone di fronte a sfide che riteniamo impossibili.

Affrontare il Foro, senza esitazioni, è, dunque, il primo principio che deve essere rispettato da chi vuole imboccare la via del giurista. Ma il nemico non è il collega, l’avversario o il giudice che non ci da ragione. I veri nemici sono altri, sono molto più subdoli e si insinuano tra i meandri della nostra mente: paura, insicurezza, timore reverenziale. Sono questi i veri demoni che devono essere sconfitti dal giovane avvocato che si accinge a mettere piede nel Foro.

Se senti dentro di te che qualcosa ti frena, se senti il bisogno di affermarti, di premere quel pulsantone rosso con la scritta “reset” e ripartire, raggruppa le tue energie residue attorno ad un nemico comune,

il tuo nemico: non spetta a me indicartelo, sono certa che tu sappia fin troppo bene quale sia il demone che si cela dietro le tue sconfitte. Ricorda però, smettila di cercare nemici là fuori: ogni battaglia è vinta nel momento in cui sconfiggiamo i nostri demoni interiori.

Individua il tuo nemico. Sfidalo a viso aperto. Affronta la battaglia con lui come se fosse l’ultima: non esitare, non trattenerti, dai fino all’ultimo grammo di energia che hai in corpo. Raccogli le energie che hai dentro di te e convinciti che è tutto alla tua portata. Si, hai capito bene, è tutto alla tua portata.

Principio n°2: Sposa la causa 

“Ho scoperto che la via del Samurai è la morte: è necessario prepararsi alla morte giorno dopo giorno.” 

  1. Tsunetomo.

Il Bushido (“la via del guerriero”) era ciò che governava la vita di un samurai: i suoi precetti chiave riguardavano l’accettazione della morte e l’obbedienza cieca al proprio Signore. I samurai che venivano sfiduciati dal proprio Signore o che ne rimanevano privi a causa della morte, erano considerati decaduti e prendevano il nome di Ronin (letteralmente “uomini alla deriva”).

Un avvocato che si rispetti dedica la propria vita ad una causa che travalica il suo mero interesse personale. Un avvocato che si rispetti vive il suo lavoro come una missione.

La generazione di trentenni a cui appartengo è una generazione che ha smesso di lottare per una causa superiore, per degli ideali: è una generazione stanca, disillusa, che non è neanche più in grado di arrabbiarsi. Non fraintendermi, non sono una sostenitrice di rivoluzioni o manifestazioni di piazza, credo però fermamente nel potere dei giovani.

Se vuoi essere un buon avvocato devi sposare una causa che vada oltre il tuo “orticello” personale, trovare uno scopo che ti guidi, individuare obiettivi che ti emozionino davvero. Smetti di ripeterti “chi me l’ha fatta fare”. So che ultimamente è il tuo mantra. Più facile a dirsi, che a farsi, è vero. Solo pochi fortunati vengono folgorati e hanno immediatamente chiara quale sia la loro “chiamata”, la stragrande maggioranza di noi riesce a percepire solo dei flash di quel puzzle complesso chiamato vita. Non demoralizzarti per questo: continua a studiare e lavorare sodo e quando percepirai uno di quei brevi flash, non lasciare che scompaia nel tran tran quotidiano, lasciati trasportare dall’istinto, impegnati ogni giorno in ciò che ami fare e sentiti invincibile.

Principio n°3: Pratica con costanza 

“Più suderai in addestramento, meno sanguinerai in battaglia.” 

George Patton. 

Il nemico è ciò che il giovane avvocato deve affrontare, la causa è ciò che egli vuole seguire, ma è solo l’addestramento a forgiarlo fino in fondo. Che si tratti dello studio del fascicolo prima di un’udienza o degli approfondimenti in studio prima buttarsi a scrivere un atto, la pratica costante e consistente è ciò che distingue i grandi “avvocati” dai megalomani incipriati.

Datti obiettivi ambiziosi: dedica ogni minuto utile alla TUA pratica. Le grandi battaglie si vincono tra le mura di una biblioteca, di una stanza o di un ufficio. Le grandi battaglie si vincono giorno dopo giorno, durante quei lunedì in studio all’apparenza insignificanti. Le grandi battaglie si vincono nel momento in cui prendi un impegno con te stesso e hai la costanza di rispettarlo ad ogni bivio tra le scelte giuste e le scelte facili. Dedicati quotidianamente al perfezionamento della pratica e i risultati saranno inevitabili conseguenze.

Non farti abbattere da chi è più avanti di te, da chi (credi) più sveglio, più intelligente. Concentrati su te stesso, valorizzati, continua imperterrito il tuo cammino senza porti troppe domande. Agisci, sii paziente, raccoglierai presto i frutti del tuo duro lavoro.

Mi auguro che questo articolo si stato utile ma anche piacevole per te che lo hai letto. Non mi resta che augurarti di affrontare questa settimana come un vero giurista.

Buona Fortuna,

Giovanna Panucci
Avvocato

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